sabato 18 maggio 2013

La balla dell'IMU come causa del crollo della compravendita delle case

La causa di tutti i mali. A chi non piacerebbe trovarla? Penso a tutti, soprattutto se sia relativamente facile togliela così da farci stare bene una volta per tutte. E' una cosa normale ed è comprensibile che l'uomo cerchi prima di trovarla e poi di risolverla.
In Italia il colpevole pare essere l'IMU sulla prima casa: una tassa che secondo alcuni ha messo in ginocchio non solo le famiglie italiane ma perfino l'intermo mercato immobiliare del paese, facendo crollare vendite e prezzi con brutte conseguenze sull'economia (pensate a tutte le imprese immobiliari ed edili che lavorano nel settore).

Su questo chiodo martella soprattutto una parte dei politici, quelli che sull'abolizione e restituzione dell'IMU hanno basato molta della loro campagna elettorale, e in fondo comprendo anche il motivo: quale capro espiatorio migliore per spiegare il crollo della compravendita delle case e dei consumi se non una tassa patrimoniale sulla casa odiata da tutti, introdotta sotto il cattivissimo governo tecnico di Monti che colpisce 22 milioni di famiglie italiane?

La lotta ha portato frutti: oggi il Cdm ha deciso il rinvio della rata a settembre, con grande gioia di Berlusconi e dei suoi. Problemi risolti? Assolutamente no!

Della parte sulle famiglie ho già parlato fin troppo qui sul blog (vedi qui ad esempio), mentre del settore immobiliare ho scritto solamente un articolo ad inizio anno che oggi vado a completare.

Nell'altro articolo avevo mostrato come i prezzi delle case stessero calando già da molto prima rispetto all'introduzione dell'IMU.



Nel 2008 non mi pare ci fosse l'IMU giusto?

Per ulteriori dettagli sull'andamento del prezzo vi invito a leggere quell'articolo. Ora andiamo a vedere i dati sulle vendite delle case.
Hanno fatto scalpore le ultime rilevazioni:

"Il primo numero che colpisce nell’analisi dei dati elaborati da Abi ed Agenzia delle Entrate è quello delle compravendite normalizzate. Nel corso del 2012 si sono svolte su tutto il territorio nazionale 448.364 transazioni, il che equivale non solo ad una diminuzione di quasi il 30% rispetto a quelle concluse nel 2011 (erano state all’epoca 603.176, vale a dire il 27,5% in più), ma ha riportato le transazioni normalizzate praticamente sugli stessi valori ottenuti nel lontano 1985, vale a dire 27 rilevazioni anni prima)."

Alcuni politici, come detto, ci hanno marciato su imputando questo crollo all'entrate in vigore dell'IMU. Peccato che, come per i prezzi, il calo delle vendite di immobili sia partito molto prima:


Ops, ma guarda un po'! Il calo inizia nel 2006! 6 anni prima dell'introduzione dell'IMU! Ancora, un grafico con l'andamento dei prezzi nominali e delle compravendite di abitazioni:

Case, prezzi e compravendite in calo - Finanza Mercati - 08/09/2009

Riprendendo il comunicato, ad un certo punto dice che "ma ha riportato le transazioni normalizzate praticamente sugli stessi valori ottenuti nel lontano 1985, vale a dire 27 rilevazioni anni prima". Valori del 1985, fattore molto grave. A riprova di ciò che sostengo con i fatti, vi cito un articolo apparso su Edilizia e Territorio, 8-13 giugno 2009 (l'IMU non c'era ancora, ricordo) dal titolo "La costruzione di nuove case è tornata ai livelli del 2002" e si citano i dati riportati nei grafici sopra.

Oltre a quello vi è un altro articolo apparso pochi giorni dopo, il 18 giugno 2009 su Lavori Pubblici: "Un mercato che torna ai livelli del 1997". I dati qui sono a dire la verità sono diversi rispetto a quelli dei grafici e dell'altro articolo, ma il trend non cambia: prezzi e compravendite sono in diminuzione e le aspettative future non sono buone.

Ecco, le aspettative future. Vi segnalo cosa diceva il Cresme nell'ottobre 2002:

CI SIAMO, È ARRIVATA LA RECESSIONE

Inversione di ciclo 

Per il settore delle costruzioni il più lungo ciclo positivo dagli anni cinquanta volge al termine. L’importante fase di crescita iniziata nel 1995 è destinata ad interrompersi. Come per tutti cicli vi sono fasi espansive e vi sono fasi di flessione: gli elementi che emergono dall’analisi congiunturale di quest’anno, portano a concludere che ci siamo: nel 2002 la crescita delle costruzioni si riduce all’1,5%, nel 2003 si entrerà in una fase recessiva, con un calo dello 0,5%, una fase destinata ad aggravarsi ulteriormente nel 2004.(Cresme, Il mercato delle costruzioni 2003, "Lo scenario di medio periodo 2002-2007", pagina 3)
Direi che abbiamo dati molto chiari per dichiarare una volta per tutte che il mercato immobiliare italiano è da molto tempo che soffre e l'entrata in vigore dell'IMU non c'entra con la sua crisi. Chiunque sostenga ciò o non legge i dati, o fa finta di non leggerli e vuole imbrogliare la gente.

Ripeto per l'ennesima volta: non è l'IMU sulla prima casa la causa di tutti i mali. Piantiamola di perdere tempo con queste sciocchezze. I problemi sono altri e, ahimè, molto più seri e complicati da risolvere.

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1 commento:

Anonimo ha detto...

L’acquisto della prima NON è stato affossato dall’IMU. L’incidenza di qualche centinaio di euro annui (=IMU) nella realizzazione di una necessità non è condizione che ne pregiudica l’acquisto. Un aumento di una frazione % dell’interesse con mutuo variabile costa molto di più.
Diverso è per le seconde case. Aliquote esose con rivalutazione folle per l'IMU comportano importi per un trilocale spesso superiore ai 2.500 € annui; molti decidono di farci le vacanze in albergo solo con quelli, altro che seconda casa che ha già altri costi come la TARSU per tutto l'anno quando ci soggiornano per poche settimane l'anno. Per l’investimento a scopo di locazione ha ulteriormente ridotto i saggi di interesse rendendo l’investimento immobiliare meno renumerativo, più rischioso ai fini morosità. L’IMU è stato il colpo di grazia per l’investimento non a scopo di prima casa.

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