lunedì 12 dicembre 2011

Petizione contro concorso truccato: posto di ricercatore all' Università Amedeo Avogadro

(VEDI AGGIORNAMENTO ALLA FINE DELL'ARTICOLO)


L'università italiana non funziona bene e va riformata (non in un Gelmini style). Uno dei motivi per cui sia necessaria una forte riforma e un controllo migliore nella scelta di ricercatori e professori sono i concorsi con i quali ricercatori e professori stessi vengono scelti e che sono la base di una corretta ed efficiente istruzione e produzione universitaria. Una metodologia di giudizio trasparente unita ad un controllo serio permetterebbo giudicare e quindi scegliere i candidati migliori.

Purtroppo i ciò non avviene anzi, i concorsi manipolati sono sempre all'ordine del giorno. Dopo il caso di Roma Tre (in quell'occasione fu un concorso per un professore ordinario) in questi giorni si ripresenta un caso analogo, però per un posto di ricercatore.

L'università è la mia, la Amedeo Avogadro (anche se la facoltà è quella di Giurisprudenza, io invece sono ad Economia). Il concorso riguarda un posto da ricercatore per Economia Politica.

Vi è una petizione online che vi chiedo di firmare. Il testo è il seguente:

LETTERA APERTA AL RETTORE DELL’UNIVERSITÀ DEL PIEMONTE ORIENTALE
Al Magnifico Rettore
dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale ‘Amedeo Avogadro’
Ill.mo Prof. Paolo Luciano Garbarino
Via Duomo, 6
13100 Vercelli

Oggetto: Procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore nel settore scientifico-disciplinare SECS-P/01 (Economia Politica) presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale ‘Amedeo Avogadro’, con bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 97 del 7 dicembre 2010.

Roma, 9 dicembre 2011

Ill.mo Prof. Garbarino,

Siamo un gruppo di ricercatori e professori, animati dalla convinzione che le attuali procedure pubbliche di selezione del personale accademico, nel nostro Paese, debbano rispettare i più rigorosi standard di trasparenza e qualità, evitando ogni potenziale conflitto di interesse tra valutato e valutatore.

Per tale ragione, desideriamo portare alla Sua conoscenza le forti perplessità che nutriamo rispetto alla vicenda concorsuale in oggetto, sulla base delle notizie di stampa fin qui circolate e delle informazioni disponibili in merito.

Chi scrive non dispone certo né dei verbali della commissione (ancora non disponibili online e per i quali non abbiamo la possibilità di accedere agli atti) né del materiale originale spedito dai candidati. E’ tuttavia possibile per chiunque visionare i curricula dei candidati, accessibili online, al fine di procedere ad una immediata valutazione comparativa circa i meriti attuali dei candidati. Dalla semplice lettura dei loro curricula emerge una evidente disparità tra la qualità media dei profili dei candidati non vincitori e quella del candidato designato come vincitore dalla Commissione esaminatrice.

Siamo consapevoli di quanto sia complessa la valutazione delle capacità di un giovane ricercatore, e dell’autonomia che ciascuna Commissione può darsi nella definizione dei criteri di valutazione. Tuttavia, nel caso di specie, l’applicazione di ogni possibile, ragionevole e legittimo criterio alternativo di scelta condurrebbe chiunque, a nostro avviso, ad escludere dal novero dei possibili vincitori proprio il candidato giudicato idoneo dalla Commissione.

Innanzitutto la vincitrice rivela una produzione scientifica significativamente inferiore a quella di tutti gli altri 12 candidati partecipanti alla procedura di valutazione comparativa. In particolare, non presenta alcuna pubblicazione su rivista, né internazionale né italiana, a differenza di tutti gli altri 12 candidati. La tabella riportata in allegato (vedi [1]) mostra infatti che, secondo le graduatorie risultanti dall’applicazione dei quattro indici bibliometrici il cui uso è comunemente riconosciuto nella disciplina di afferenza – ISI Impact Factor (IF), H-index personale (PHI), Scopus Impact Factor (S-IF) e H-index delle singole pubblicazioni (HI) – la vincitrice risulta invariabilmente ultima.
L’originalità e la rilevanza all’interno della comunità scientifica del contributo di molti degli altri candidati è comprovata dalla pubblicazione di articoli su riviste internazionali con consolidata – e in alcuni casi elevatissima – reputazione presso la comunità scientifica internazionale quali, per esempio, American Journal of Economic and Sociology, Computational Economics, Economics Letters, Economic Modelling, Forum for Social Economics, Health Economics, Journal of Development Studies, Journal of Economic Psychology, Journal of Post Keynesian Economics, Public Choice, Structural Change and Economic Dynamics, Review of Political Economy, The Manchester School. Inoltre mediante Publish or Perish è facile rilevare che, diversamente dai lavori della candidata vincitrice – che non hanno finora ricevuto alcuna citazione – la produzione scientifica degli altri candidati ha avuto in media una discreta diffusione internazionale, risultante in un congruo numero di citazioni ricevute.

Al riguardo si rileva che il bando di concorso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 Dicembre 2010 [2] stabilisce esplicitamente che la valutazione comparativa si avvalga di indici bibliometrici qualora il settore disciplinare ne riconosca l’uso a livello internazionale. Tali indici sono ampiamente usati nelle materie afferenti al settore disciplinare dell’economia politica a livello internazionale. In Italia, nell’attesa che vadano a regime i nuovi decreti per l’abilitazione scientifica nazionale, si può fare riferimento al documento dell’ANVUR del 22 Giugno 2011 sui “Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari all’abilitazione scientifica nazionale [3]” che propone di utilizzare per l’abilitazione esclusivamente parametri bibliometrici (citazioni ISI o Scopus, numero totale citazioni, indice H o H-IF).

Visto il testo del bando, sembra pertanto del tutto fuorviante l’affermazione che “tra gli appartenenti al settore scientifico disciplinare oggetto della seguente procedura è in corso un ampio dibattito sull’efficacia del loro [degli indici bibliometrici] uso e non c’è ancora un unanime riconoscimento della loro validità” usata dalla commissione per giustificare la decisione di non avvalersi di indici nella valutazione delle pubblicazioni [4]. Anche se va riconosciuta l’esistenza di un dibattito sull’efficacia relativa di ciascun indice, anziché sull’uso degli indici in generale, tale questione sembra superata dai fatti, poiché la candidata vincitrice risulta invariabilmente ultima nei quattro indici principalmente usati.

Anche volendo assecondare la decisione arbitraria di non considerare gli indici bibliometrici più utilizzati a livello internazionale, va rilevato che le pubblicazioni della candidata vincitrice sembrano inadeguate anche rispetto ai criteri suggeriti dalla Società Italiana degli Economisti (SIE). La SIE, infatti, nel suo documento di proposta al CUN titolato “Indicatori di attività scientifica e di ricerca Area 13 – Scienze Economiche e Statistiche” [5] propone di accettare come minimo criterio per la qualifica di ricercatore per i candidati dottorati da più di 3 anni “2 pubblicazioni in riviste scientifiche o (se libri) con editori di “grande rilievo scientifico”, di cui perlomeno 1 a diffusione internazionale e perlomeno 1 a firma singola” dove per “Per pubblicazioni in riviste o (se libri) con editori di “grande rilievo scientifico” si intendono quelle che hanno seguito procedure trasparenti di referaggio anonimo e indipendente e che compaiono in fasce di merito adeguate individuate dalle varie associazioni.”

In secondo luogo, analoghe considerazioni possono essere mosse per quanto riguarda i titoli e le esperienze didattiche dei candidati, che in ogni caso – da bando – vanno valutati per la significatività che essi assumono in ordine alla qualità e quantità dell’attività di ricerca svolta dal singolo candidato.

Infine se anche si accettasse la possibilità di non utilizzare indici bibliometrici, né di seguire la prassi prevalente (avvalorata anche dalla SIE) di privilegiare la pubblicazione su riviste internazionali che seguano procedure trasparenti di referaggio anonimo e indipendente – scelta che finirebbe per danneggiare tutti gli altri concorrenti con la sola eccezione della vincitrice – l’unico criterio residuo di valutazione possibile dovrebbe riferirsi all’originalità del contributo scientifico dei candidati. Ma qui si paleserebbe un gravissimo conflitto di interesse all’interno della Commissione.

Infatti, degli otto capitoli in volumi collettanei prodotti dalla candidata vincitrice, sei sono stati coautorati col presidente della commissione del concorso e i restanti sono stati pubblicati in volumi collettanei da quest’ultimo curati. Solo tre di tali otto capitoli sono in lingua inglese. Il presidente della commissione quindi dovendosi esprimere come da bando sull’originalità, innovatività e importanza di ciascuna pubblicazione scientifica della candidata si é trovato in buona parte a dover valutare l’originalità, innovatività ed importanza del proprio lavoro, mettendo probabilmente in imbarazzo gli altri membri della Commissione i quali, pronunciandosi sul valore delle pubblicazioni della candidata, hanno finito per doversi esprimere anche sul valore della ricerca del presidente della Commissione. Nemmeno l’eventuale “dichiarazione dei docenti interessati attestante l’apporto individuale del candidato” prevista dalla commissione per le “pubblicazioni in collaborazione tra i candidati e uno o più membri della commissione” solleva gli interessati dal potenziale conflitto d’interesse.

Confidiamo nella Sua sensibilità e nel valore che Ella attribuisce alla reputazione dell’università e della sua capacità di continuare ad attrarre buoni studenti e giovani ricercatori e professori nonché di motivare i dottorandi e gli assegnisti di ricerca dell’ateneo affinché investano sulla ricerca di qualità e sulle pubblicazioni internazionalmente riconosciute. Gli accadimenti legati al concorso in oggetto gettano un’ombra sulla trasparenza nell’accesso alla carriera universitaria nell’Ateneo che lei presiede e, soprattutto, scoraggiano i giovani ricercatori a continuare a credere al valore e al futuro delle nostre istituzioni accademiche.

Certi della Sua volontà di voler difendere l’onorabilità dell’Ateneo e consapevoli dei poteri che le spettano ai sensi dell’Art. 9 del bando di concorso (Prot. n. 24348 del 26.11.2010) la invitiamo caldamente a voler intraprendere quanto ritenga necessario alla luce delle considerazioni qui sopra espresse.

L’occasione è gradita per porgere un cordiale saluto


Qui trovate il link originale con la petizione.

Di casi come questo ce sono moltissimi. I pochi che escono devono essere sfruttati per combattere questo schifo e vergogna italiana.

AGGIORNAMENTO 17/12/11

E' arrivata la risposta del Rettore dell'Università. Una grande vittoria del web.

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