giovedì 14 aprile 2011

E se le tasse sono alte nel mondo del calcio...




Per il patron del Milan, e' difficile restare competitivi
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(ANSA)-ROMA, 13 APR- Per vincere bisogna spendere, ma in Italia e' tutto piu' complicato perche' le tasse sono circa il doppio rispetto a quelle spagnole. Silvio Berlusconi, nel corso della cena con alcuni corrispondenti esteri, ha parlato anche come 'patron' del Milan, sottolineando le difficolta' che un imprenditore incontra nel mondo del calcio. Nonostante le ingenti cifre investite - ha spiegato il Cavaliere - le entrate sono inferiori rispetto agli altri club europei: cosi' e' molto difficile restare competitivi.

Queste le ultime dichiarazioni del presidente del Milan e del Consiglio, che condivido. Le tasse sono alte nel calcio e tasse alte = meno competitività, giustissimo.


Le tasse sono troppo alte però anche per le aziende normali, che producono beni e servizi, non solo per le società di calcio.

Ricordo inoltre al presidente che negli ultimi 10 anni lui ha governato il paese per ben 8, promettendo a più riprese una diminuzione della pressione fiscale e che, ovviamente, non è avvenuta (la pressione fiscale reale, considerando l'evasione, è intorno al 60% del PIL per chi le tasse le paga fino all'ultimo centesimo).

Eppure, ed è bene sottolinearlo, le leggi che ha voluto fortemente le ha fatte senza grossi problemi (ad esempio l'ultima sul processo breve, per non parlare del falso in bilancio e altre convenienti alla cricca), com'è che non si è mai riuscito a diminuire le tasse (anzi, le hanno pure aumentate, vedi governo Prodi 2006-2008)?

Spero, visto la passione a tratti fanatica degli italiani per le squadre di calcio, che questa uscita del presidente sia un campanello d'allarme talmente forte e preoccupante da spingere l'opinione pubblica a volere con veemenza una riforma fiscale, al ribasso. Se questo è l'unico modo....meglio di niente.


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